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io ho un affetto profondo per la cgil, per motivi che molti sanno. certo critico, rompo i coglioni, pungolo. ho imparato da chi l'ha sempre fatto, senza mai mettere in dubbio che quel sindacato fosse casa sua. e, di fatto, lo sento anche un po' casa mia.
certo, però, certi commenti fanno davvero tristezza. "non ci provi nessuno a mettere in mezzo la cgil" dice una segretaria confederale commentando gli arresti delle br.
nessuno metta in mezzo la cgil? ma con chi ce l'ha, con i neo-brigatisti delegati di fabbrica?
il mondo va, a volte come non vorremmo. certo la cgil non ha niente da spartire, nemmeno culturalmente, con i brigatisti.
ma ha molto da rimproverarsi nel voler tenere bloccata a forza una società che corre e cambia.
magari, piuttosto che chiudersi ancora a riccio, autoconservativi e autogarantiti, potevano, tutti, compresa la segretaria di cui sopra, pensare a come far sì che quel sindacato sia scelto e sentito di nuovo come casa da giovani che vogliono vivere nella competizione equa e flessibile la propria esperienza di lavoro e non da assassini pseudo-rivoluzionari.

Pubblicato il 13/2/2007 alle 11.47 nella rubrica Diario.

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